Arte e patrimonio

Un percorso tra gli spazi, le opere e la memoria della chiesa di San Martino.

La chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo custodisce una storia che attraversa i secoli, espressa nell’architettura, nelle opere d’arte, negli arredi sacri e nelle testimonianze di fede lasciate dalla comunità.

Ogni spazio — dalla navata al presbiterio, dalle cappelle al campanile — racconta una parte della vita della parrocchia: la devozione, la cura per il culto, l’opera di artisti e artigiani e il desiderio di consegnare alle generazioni future un patrimonio ricevuto.

Questa sezione propone un percorso per conoscere la chiesa e le sue opere, non soltanto come beni artistici, ma come segni vivi della fede e della memoria di Sarnico.

Lo spazio interno

Entrando dall’ingresso principale in facciata, l’interno si rivela nella sua imponenza strutturale e decorativa, ma anche nella grande luminosità che lo caratterizza. Le tonalità di colore sono articolate sul bianco, il rosa e l’oro, rischiarate da quindici grandi finestre, cinque su ciascuna delle pareti laterali, una in facciata e quattro sulla cupola centrale. Il pavimento alterna formelle bianche a quelle nere.

L’aula a navata unica accentua la funzione di raccoglimento liturgico e di compartecipazione della comunità parrocchiale, ed esalta l’acustica del luogo, senza riverbero del suono. La chiesa parrocchiale consente pertanto l’utilizzazione dell’edificio come sede di importanti eventi musicali, ed in particolare delle elevazioni che contraddistinguono momenti liturgici di rilievo.

Al servizio del culto o per specifici concerti, anche accompagnati dalla strumentazione musicale, si segnala la presenza a Sarnico di una pluralità di complessi corali, ciascuno contraddistinto da una propria caratterizzazione, dalla polifonia al gospel.

Le colonne e l’apparato architettonico

L’elemento di maggior rilievo nella visione di insieme è dato dalle sedici colonne dell’ordine gigante, che sostengono l’alta mensola che gira sul perimetro di tutto l’edificio.

Questo elemento strutturale, intonacato in marmorino bianco, era stato integrato nel 1902 con una imponente serie di mensole ricurve dorate, i modiglioni, che percorrono l’intera cornice quasi a sostenerne la parte sporgente. A questo intervento si ascrivono anche le cornici in gesso che inquadrano le pitture presenti nella chiesa. Questa opera è del lodigiano Andrea Sacchi.

Le colonne sono di scagliola, tecnica nata nel Seicento ad imitazione del marmo, di cui riproduce colori e venature con una finitura lucida. Un modo curioso per distinguerla dal marmo è appoggiare una mano sulla superficie: la scagliola risulta meno fredda della pietra.

Le colonne hanno la base ricondotta dal restauro al marmorino chiaro, poggiano su basamenti rivestiti di marmo bianco e culminano in capitelli dorati di ordine composito, che ritroviamo anche nelle numerose lesene che scandiscono l’elevazione delle pareti, alternandosi con le colonne.

Gli affreschi e i Santi

L’apparato decorativo comprende numerosi affreschi, per lo più eseguiti dal pittore torinese Luigi Morgari (1857-1935) all’inizio del Novecento.

Al di sotto della mensola lo sguardo può ammirare una importante serie di Santi, dipinti all’interno di tondi, medaglioni e riquadri di gesso. Sono: Pietro e Paolo, Giuseppe e Luigi, Francesco e Domenico, Benedetto e Ignazio, Gioacchino e Anna (i genitori della Madonna), Monica e Agnese.

Sul retro della facciata si possono ammirare due riquadri con episodi della vita di San Martino e la vetrata che rappresenta il Santo papa Giovanni XXIII all’apertura del Concilio Vaticano II.

Le iscrizioni emerse dai restauri

Nel corso del restauro sono state rinvenute una cinquantina di iscrizioni, che datano sia del periodo della costruzione sia delle successive integrazioni e restauri.

Una di queste è stata lasciata in vista sulla parete sinistra, nello stipite dell’arco sovrastante l’uscita laterale, come testimonianza diretta delle diverse fasi della storia dell’edificio.


1. La chiesa e i suoi spazi

Dalla cupola all’abside e al presbiterio, la chiesa di San Martino rivela un’architettura pensata per accogliere la comunità e accompagnarla verso l’altare.

La struttura della chiesa · Interno della chiesa · La cupola · L’abside e il presbiterio


2. Opere, fede e devozione

Altari, cappelle, decorazioni e arredi non sono soltanto opere di valore artistico: raccontano la fede di generazioni, le devozioni della comunità e la cura riservata alla casa del Signore.

Altari e cappelle · L’arco trionfale del Crocifisso · Le virtù · Il paliotto del Fantoni · Il portone di Alberto Meli


3. Le voci della chiesa

L’organo Callido e le campane accompagnano da secoli la preghiera, le feste e i momenti importanti della vita di Sarnico: voci diverse, ma unite nel richiamo alla fede e alla comunità.

Organo Callido · Campane e campanile · Facciata


4. Opere del Morgari

Altari, cappelle, decorazioni e arredi non sono soltanto opere di valore artistico: raccontano la fede di generazioni, le devozioni della comunità e la cura riservata alla casa del Signore.

Cristo Redentore · San Biagio · San Lorenzo · Sant’Alessandro · Santa Apollonia · Santa Lucia · Santo Stefano · Santa Maria Maddalena