La facciata

La facciata, esposta a Sud con un ampio sagrato che ne consente la piena visione da varie angolature prospettiche, è impostata su due piani, che richiamano le altezze delle due parti interne, quella relativa alla mensola appoggiata sui pilastri dell’aula e quella corrispondente al colmo della volta. Sopra questi due livelli si erge un attico, cioè una struttura più alta rispetto all’interno della chiesa, la cui funzione è da un lato quella di rendere più solenne il prospetto dell’edificio, e dall’altro di coprire l’incombenza del tiburio che racchiude la cupola centrale.

Questa parte dell’edificio è scandita dal contrasto tra il bianco dell’intonaco e il grigio della pietra arenaria, le cui cave erano attive a Sarnico all’epoca della costruzione della chiesa. Con questa pietra è stato costruito il ricco portale, unitamente alle statue che sono racchiuse nelle nicchie della facciata.

Queste opere sono attribuite, anche se solo in parte, a Giovanni Sanz, che apparteneva ad una famiglia originaria di Passau, in Baviera, particolarmente attiva sia nella scultura che nell’intarsio del legno, nelle province di Brescia e Bergamo, oltre che nelle terre di origine.

Le statue che sovrastano l’ingresso rappresentano la fede, la speranza e la carità; nelle nicchie l’Assunta, San Martino, San Carlo e gli apostoli Pietro e Paolo.

Il portone in bronzo è opera dello scultore Alberto Meli (1921-2003), artista ben inserito nell’avanguardia europea del ventesimo secolo, importante collaboratore di Hans Arp. Le sue opere costituiscono il nucleo centrale del museo nel castello di Luzzana in Val Cavallina, nelle vicinanze di Trescore Balneario.

Le formelle del portone evocano i due patroni di Sarnico,raffigurando la carità di San Martino, che taglia il mantello e il salvataggio di Placido da parte di San Mauro. Anche la Madonna in gloria, che sovrasta questi due episodi, richiama la dedicazione princupale della chiesa alla Vergine Assunta