
Nel 1980, con l’interessamento di don Giovanni Ferraroli, la chiesa fu arricchita da un nuovo portone in bronzo, opera dello scultore Alberto Meli, originario della Val Cavallina e collaboratore di Jean Arp.
Il portone non ha soltanto una funzione decorativa, ma propone un vero percorso per immagini. Tra le scene raffigurate compare san Martino che divide il mantello con il povero, episodio centrale della vita del patrono della parrocchia.
Un’altra scena rappresenta san Mauro che cammina sulle acque per salvare Placido, richiamando un episodio della tradizione benedettina.
Accanto ai soggetti religiosi trovano spazio anche immagini legate alla vita e al lavoro della comunità locale, come quelle dedicate ai pescatori e agli scalpellini.
Il portone unisce così fede, memoria e identità del territorio, mettendo in dialogo la storia della Chiesa con quella della gente di Sarnico.
Alberto Meli nacque a Luzzana il 26 agosto 1921 e morì nel 2003. Si avvicinò giovanissimo alla scultura e si formò inizialmente nel laboratorio di Gianni Remuzzi, dove apprese la lavorazione della pietra. Dopo la guerra frequentò l’Accademia di Belle Arti di Bergamo e sposò la pittrice Ester Gaini, con la quale condivise anche un lungo percorso artistico.
Fondamentale fu il rapporto con Hans Jean Arp, uno dei protagonisti dell’arte d’avanguardia europea, del quale Meli fu assistente a Locarno per oltre otto anni. Da questa esperienza derivò una scultura essenziale e moderna, ma sempre legata alla figura umana, alla natura e ai grandi temi spirituali.
Artista riservato e lontano dalle logiche commerciali, lavorò soprattutto per collezionisti privati e per numerosi edifici religiosi. Nelle sue opere sacre seppe unire forme contemporanee e immediatezza narrativa, rendendo riconoscibili episodi evangelici e figure della tradizione cristiana.
Per la chiesa parrocchiale di San Martino a Sarnico realizzò le porte in bronzo sbalzato, sulle quali sono rappresentate diverse scene della storia della Salvezza, tra cui san Martino che divide il mantello con il povero.


San Martino che da il mantello al povero
San Mauro cammina sulle acque per salvare l’amico Placido


I pescatori (I Pescadùr)
Gli scalpellini (I Picaprede)

