La cupola

L’elemento centrale di maggior visibilità entrando nella Chiesa o per chi assiste alle funzioni nella prima parte della navata è costituita dalla cupola, posta al centro della navata.

Il suo slancio verticale e l’ampiezza dell’opera contribuiscono all’armonia compositiva dell’intero edificio. Come accennato in precedenza, la cupola ha una forma leggermente ellittica, con l’asse maggior trasversale in larghezza nel percorso verso l’altar maggiore, ed è contenuta in un tiburio, per ripararla dalle intemperie e ridurre i costi di costruzione, relativi al rivestimento della cupola.

Questa caratteristica costruttiva ne determina l’illuminazione, che non proviene dall’alto — mancando l’oculo e la relativa lanterna — ma si propaga dalle quattro grandi finestre, una per ciascuno dei punti cardinali.

La partizione conseguente alla collocazione delle finestre è anche funzionale alla disposizione degli elementi decorativi della parte interna della cupola. Così come sono quattro i pennacchi o vele di raccordo della base dell’opera alla struttura della chiesa.

La SS. Trinità al colmo della cupola

La collocazione di questo affresco a 30 metri di altezza, nella piena luce delle finestre della cupola, ha anche un evidente significato simbolico: Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo deve stare al di sopra di qualunque opera dell’uomo, sia essa la quotidianità dell’agire sia che si tratti di un’importante opera d’arte, destinata a durare nei secoli.


I quattro Evangelisti

Osserviamo le figure dei quattro evangelisti, che si trovano all’interno dei pennacchi.

La composizione di questi affreschi è attribuita a Francesco Monti, nella fase di completamento della chiesa del ’700. All’inizio del ’900 sono stati ricoperti dall’intervento di Luigi Morgari e nel 1962 Ernesto Mazzola dichiara di aver rifatto in toto la figura dell’evangelista Matteo.

I quattro evangelisti si riconoscono dai loro simboli:

  • San Marco con il leone;
  • San Luca con il bue;
  • San Giovanni con l’aquila;
  • San Matteo con l’angelo che lo ispira.

La tradizione vuole che San Luca fosse il primo pittore, che dipinse quadri della Madonna (come in questo affresco), di San Pietro e di San Paolo. Per questo è qui raffigurato con pennelli e tavolozza.

San Marco

San Luca

San Giovanni

San Matteo


I quattro persnaggi dell’Antico Testamento

La scala di Gicobbe

Mosè con le tavole della legge

Re David cantore dei salmi

L’Angelo ferma la mano di Abramo sul capo del figlio Isacco