
Il mandato ai catechisti durante la Santa Messa di domenica 27 settembre nella chiesa parrocchiale di Sarnico
Domenica 27 settembre, durante la Santa Messa celebrata nella chiesa parrocchiale di Sarnico, la comunità ha dato ufficialmente avvio al nuovo anno catechistico 2026-2027 con il mandato ai catechisti.
Un momento semplice ma significativo, che ha richiamato l’intera comunità alla responsabilità di accompagnare bambini, ragazzi e famiglie nel cammino della fede, sostenendo con la preghiera e con la partecipazione quanti hanno accolto il servizio della catechesi.
Dall’omelia del parroco
Un pensiero, un’immagine, un breve viaggio e, infine, alcuni ringraziamenti.
Come la Terra impiega 365 giorni per compiere il suo giro intorno al Sole, così anche noi vivremo un intero anno catechistico girando intorno a Gesù, che è il nostro Sole. Qualcuno potrebbe osservare che il catechismo viene inaugurato ogni anno e che il percorso sembra sempre lo stesso. Eppure abbiamo continuamente bisogno di tornare intorno a Gesù: lo si incontra da bambini, ma si continua a conoscerlo a cinquanta, a ottanta anni e per tutta la vita.
Come il sole dona luce, calore e vita alla Terra, così Gesù illumina, riscalda e fa vivere il nostro cuore, che a volte ha bisogno di essere “scongelato”. Per questo vogliamo dirgli: «Signore Gesù, desidero conoscerti un po’ di più. Ti starò vicino durante tutto l’anno, nell’Avvento, nel Natale, nella Quaresima, nella Pasqua, nella Pentecoste e durante l’estate, perché tu sei il Sole che mi dona luce, calore e vita».
Il Vangelo presenta la parabola di un uomo che chiede ai suoi due figli di andare a lavorare nella vigna. Il primo risponde di no, ma poi si pente e ci va; il secondo dice subito di sì, ma alla fine non mantiene la promessa. Gesù raccontò questa parabola ai farisei, pronti a dire sì con le parole, ma non altrettanto disponibili a dimostrarlo con la vita. Oggi, però, la stessa domanda è rivolta a ciascuno di noi: a quale dei due figli assomigliamo?
Lavorare nella vigna del Signore significa amare Dio e il prossimo. Non basta pronunciare dei bei sì: la fede si dimostra con i fatti. Tutti conosciamo le nostre incoerenze e sappiamo quante volte diciamo una cosa per poi comportarci in maniera opposta.
La bellezza di questo Vangelo sta però nella possibilità del ripensamento. Dio ci offre sempre una nuova occasione. A volte rispondiamo: «Non ne ho voglia» quando ci viene chiesto di perdonare qualcuno, di amare, di compiere bene il nostro dovere, di partecipare alla Messa o di pregare. Poi, però, possiamo riflettere e cambiare risposta.
Nel celebre quiz televisivo Rischiatutto valeva la regola secondo cui la prima risposta era quella definitiva. Gesù, invece, ci ricorda che è l’ultima risposta quella che conta. Una persona può anche avere percorso a lungo strade lontane dal Vangelo, ma può ripensarci, pentirsi e scegliere di tornare a Lui. Anche iniziando il catechismo possiamo dire: «Sì, Signore»; spetterà poi alla nostra vita dimostrare la sincerità di quella risposta.
Il primo ringraziamento va ai ragazzi che iniziano o proseguono il catechismo e, in particolare, a quanti quest’anno vivranno un incontro speciale con Gesù attraverso la prima Confessione, la prima Comunione e la Cresima. Guardandoli, il cuore si apre alla speranza: nella Chiesa c’è ancora futuro.
Il secondo ringraziamento va ai genitori, che sono i primi catechisti dei propri figli, soprattutto attraverso l’esempio. Iscrivendoli al catechismo, essi dichiarano quanto ritengano importante la crescita nella fede per la propria famiglia. La loro presenza non deve però limitarsi alla giornata iniziale, ma trasformarsi in partecipazione e responsabilità durante l’intero cammino.
L’ultimo ringraziamento è rivolto ai catechisti, agli educatori e agli animatori. La parrocchia può contare sulla generosa disponibilità di molte persone che dedicano tempo, passione ed energie ai bambini e agli adolescenti. Come ricordava san Paolo VI, il mondo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri e, se ascolta i maestri, lo fa perché sono anche testimoni. Il catechismo, dunque, non deve ridursi a una lezione, ma deve diventare un incontro autentico, capace di aiutare i ragazzi a vivere seriamente il proprio cammino di fede.

I momenti della celebrazione
Alcune immagini della celebrazione con il mandato ai catechisti, all’inizio del nuovo anno catechistico 2026-2027.





















Alcune immagini della celebrazione con il mandato ai catechisti, all’inizio del nuovo anno catechistico 2026-2027.
Una comunità che partecipa
Le immagini restituiscono il volto di una comunità presente e partecipe, raccolta attorno all’Eucaristia per accompagnare l’inizio del nuovo anno catechistico. Una presenza significativa, che sostiene il servizio dei catechisti e testimonia l’attenzione delle famiglie e della parrocchia verso il cammino di fede dei più giovani.

