Un piccolo scrigno di fede, storia e arte accanto alla Parrocchiale

La chiesa dedicata a San Rocco, a fianco della Parrocchiale, era stata edificata nel 1630, anno della peste in Lombardia, per propiziare le doti taumaturgiche del santo per quella infermità.
Fu poi demolita e ricostruita nel 1705 come luogo di sepoltura, creando più tombe sotto al pavimento. Questa funzione cessò nel 1809, con la costruzione del cimitero extraurbano, in base ai decreti napoleonici che ispirarono l’opera di Ugo Foscolo – I Sepolcri.

Cappella della Madonna di Lourdes
La chiesa fu allungata nel 1923, così da renderla simmetrica rispetto alla facciata della vicina chiesa parrocchiale. In quella occasione la parete destra venne modificata per ricavare una prima grotta dedicata alla Madonna di Lourdes, successivamente demolita.
L’attuale cappella fu realizzata probabilmente tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento e ripropone, in forme moderne ed essenziali, la grotta di Massabielle. Sulla parete in pietra sono collocate le figure della Vergine Maria e di Bernadette Soubirous, inginocchiata in preghiera.
Le due sculture sono opera dello scultore bergamasco Stefano Locatelli (1920-1989), come testimonia la firma «S. Locatelli» presente sulle figure. L’insieme, sobrio e raccolto, conserva un forte carattere devozionale e si inserisce con equilibrio nello spazio della piccola chiesa.

La chiesa di S. Rocco costruita a fianco della parrocchiale, è preceduta da un porticato sopraelevato di due gradini, chiuso da un parapetto in muratura, con una copertura in arenaria sagomata sorretta da quattro colonne sulle quali corre un architrave, il tutto in arenaria finemente lavorata. La facciata vera e propria della chiesa si presenta liscia e priva di decorazioni fatta eccezione per il timpano triangolare con profili che la corona; una porta con contorno in pietra costituisce l’ingresso principale della chiesa mentre due finestre ai lati del portale, sempre con contorno in pietra, illuminano la chiesa. Inoltre è presente sopra il portico una finestra rettangolare con cornice in pietra.
Internamente la chiesa si presenta ad una sola navata con transetto leggermente più largo, coperto da volta a vela poggiante su quattro arcate
L’opera pittorica di maggior rilievo in questa chiesa è una grande tela che raffigura la Madonna con bambino, che sovrasta i due Santi devoti al Rosario, Domenico di Guzman e Santa Caterina da Siena.

La figura centrale è contornata dai tondi che incorniciano i quindici misteri del rosario, con al vertice la crocifissione.
Incerta è l’attribuzione di questo quadro. Secondo don Gianni Bellini, eminente studioso d’arte cui si deve il lascito del fondo di quadri, sculture e mobili che ha dato vita al museo di Sarnico, l’opera potrebbe essere di Domenico Carpinoni (1566-1658), pittore bergamasco che si era formato a Venezia alla scuola di Palma il Giovane.


San Rocco – abito da pellegrino, bastone, gamba scoperta con la piaga e il cagnolino ai piedi: attributi tipici del santo.
San Giuseppe con Gesù Bambino – figura anziana e barbuta che tiene in braccio il Bambino.
San Francesco d’Assisi – saio francescano, cordone e atteggiamento devozionale; la figura sembra mostrare anche i segni delle stimmate.
San Luigi Gonzaga – giovane in veste nera, con il giglio, simbolo della purezza, e gli angeli ai piedi.

